Visualizzazione post con etichetta non elegante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta non elegante. Mostra tutti i post

lunedì 21 maggio 2012

La porta in faccia


Invitiamo, chi lo desideri, a fare un esperimento. Consiste nel contare quante volte nell’arco di una giornata o di una settimana (o di un mese, se siete per le rilevazioni sul medio-lungo periodo) ci si ritrova con una porta in faccia. No, non la torta. La porta.
Succede spessissimo, almeno nella città in cui abito. Se ci si fa caso, risulta infatti impressionante il numero di persone che, quando entra in un negozio, in un cinema, in un bar, in uno stabile di qualsivoglia natura, procede sempre come fosse l’ultimo oltre che il primo della fila. Cioè, a questi soggetti non è mai stato insegnato o suggerito di volgere leggiadramente quanto parzialmente (basta poco, infatti) il collo per verificare che non vi sia qualcuno dietro di loro che, appunto, se ignorato, rischia di ritrovarsi con la porta chiusa sulla faccia.
Questo comportamento dà luogo a visioni estremamente ineleganti: chi sta davanti appare davvero come un perfetto esemplare di mancanza di percezione dell’esistenza di altri da sé (altresì definibile come “maleducazione”), e chi lo segue rischia a volte di doversi poco graziosamente puntellare sui tacchi per respingere la caduta libera della porta verso la sua persona.
C’è anche un altro possibile risvolto: il verificarsi di manifestazioni di riconoscenza quanto mai fuori luogo. Infatti, quando si trattiene una porta per chi segue (o precede: non facciamoci mancare niente) a volte il destinatario del gesto, non essendo evidentemente aduso a cotanta cortesia, si produce in ringraziamenti tali che potrebbero essere giustificati solo dall’avergli, che so?, salvato la vita dell’unico figlio, in procinto di essere travolto da un’auto in corsa.
Invitiamo dunque, chi lo desideri, a fare un altro esperimento. Sforziamoci di praticare sistematicamente la cortese apertura della porta per la sconosciuta o lo sconosciuto che ci segue quando entriamo o usciamo da un luogo pubblico. E proviamo a vedere se, dando l’esempio, i casi di porta in faccia in questa città conosceranno una (seppur minima) flessione.
(Di P.)

martedì 27 settembre 2011

Per me, l'eleganza.

Vincent Van Gogh - The Potato Eathers
Cosa può essere o non essere elegante?
Ecco la mia classifica!

ELEGANTE E'

* invitare gli amici a cena e far sì che si sentano come a casa propria: è bello quando gli invitati si sentono a loro agio e si rilassano tra una chiacchiera e l'altra! Secondo me è importante che l'ospite sia attento ad ogni particolare, ed ad ogni esigenza degli invitati: non aspettiamo di notare qualcuno che cerca con lo sguardo la botiglia dell'acqua, sostituiamo quella vuota con una piena appena terminata!
* ringraziare per una bella serata il giorno seguente, magari con un mazzo di fiori, la persona che ci ha ospitato per un pranzo, una cena, una festa: sentire che la serata è stata apprezzata è sempre gradevole.
* dare la risposta ad un invito con anticipo rispetto alla data: chi organizza potrà pianificare tutto con  maggior tranquillità.
* non usare cellulari e palmari a tavola: una volta era scontato, da qualche anno sembra che più nessuno ci faccia caso!
Fitzpatrick Riots - Rissa al Covent Garden Theatre
* seguire un film in silenzio: no comment!
* seguire uno spettacolo teatrale in silenzio: qui si disturbano non solo gli altri spettatori ma anche gli attori!










NON E' ELEGANTE

* aspettare che chi ti ha invitato ad una cena o ad un evento ti richiami per dirgli se vi prenderai parte o meno: questo è indicativo dell'interesse e del rispetto per l'ospite.
* parlare al telefono a tavola, o rispondere agli sms, o chattare. Fino a qualche tempo fa era ritenuto sinonimo di maleducazione, oggi, se lo si fa notare si rischia di passare per dei rompiscatole. Chi trascorre la serata tra amici con la testa china sul telefono potrebbe starsene tranquillamente a casa. Farebbe miglior figura!
* parlare durante un film, o masticare nelle orecchie a chi sta seduto vicino: come si stava bene negli anni Novanta, con il divieto di portare bevande e cibo in sala!
* a teatro, applaudire prima della fine della rappresentazione, o chiacchierare senza rispetto prima dell'inizio di uno spettacolo a scena aperta, con gli attori presenti sul palco: un po' di rispetto per chi dovrà mantenere una certa concentrazione! Peggio: fare cattivi apprezzamenti durante la rappresentazione: nessuno vi ha obbligato ad andare a teatro, ed esiste la possibilità di informarsi prima di acquistare il biglietto.


Queste alcune considerazioni, ma accetto suggerimenti per completare la mia lista!
 (Di M.)

(Le immagini sono prese in prestito qua e là su web, mi riservo di toglierle se qualcuno ne avanzasse i diritti! ;-)